[喝茶] I segreti del tè

Parlare di tè cinese è difficile come parlare di politica, come la fai la sbagli. La differenza sta tutta nella pratica: della politica non dico, il tè cinese invece è un compagno di studio, un amico al tavolo durante le buone chiacchierate, un aiutante magico nelle relazioni (internazionali e non), il rimedio della nonna (e del nipote), oltre che un importante rituale. Il tè cinese ha una dimensione simbolica che servono anni di tazze bevute nelle case per capire fino in fondo; si può leggere del tè cinese (miti e leggende, medicina tradizionale, etichetta, narrativa contemporanea, le foglie di tè si infilano nelle pagine senza badare alle categorie narratologiche), ricordare i fatti del tè cinese – ha una storia di tremila anni – in definitiva se ne può ben essere orgogliosi.

pubblicità di tè cinese
Pubblicità di tè cinese a base naturale, da Baidu.com

Per questo motivo (e qualche altro), ho rimandato di molto la pubblicazione di qualsiasi cosa che potesse toccare anche solo di sfuggita l’argomento tè cinese, il rischio di peccare di hybris interculturale è altissimo. Questa mattina a lezione, però, ho infine trovato il coraggio, l’ispirazione; se ne stavano nascosti nei caratteri 品尝 Pǐncháng (pronuncia pincian, con il pitch della voce come se domandassi qualcosa, spiegato facile facile in questo video), due caratteri che significano semplicemente assaggiare.

Che il tè si degusti non mi sembrava una cosa poi così diversa dall’assaggio dei formaggi francesi, la degustazione dei vini o delle miscele di caffè; distraendomi un attimo dalla letteralità del testo, mi domandavo nella mente se quando si assaggia il tè cinese si annusa prima di buttarlo giù, come si fa appunto con vino e formaggio, perché i cinesi hanno un concetto piuttosto metaforico del “profumato” 香 Xiāng (pronuncia sian, la g finale dimenticala e alza le sopracciglia mentre lo dici che aiuta i toni). Il tè cinese al gelsomino (茉莉花茶 Mòlìhuā chá) si dice sia molto 香 Xiāng, profumato; Hong Kong (香港 Xiānggǎng) è la città dal profumato porto; anche l’olio di sesamo (香油 Xiāngyóu) è considerato fragrante, eppure se annusi la bottiglietta garantisco che non si sente proprio nulla. Spoilero il segreto? L’olio di sesamo sul cavolfiore, i broccoli o sul pesce di tre giorni mentre cuoce rende la pietanza, tipicamente odorosa, non-puzzolente-nel-modo-più-assoluto. In fondo, a livello concettuale, “dare profumo” e “levare puzza” circa eaem sunt, no?

Hong Kong views
Joke!
Cose che profumano (baidu.com)

Assaggiare il tè cinese è un espressione che nasconde un mondo di significati. Riassumo. Il tè, in Cina, ha mille funzioni, ma se vogliamo farla facile possiamo condensare tutto in un efficientissimo sistema binario: il tè placa la tua sete (解渴 Jiěkě) e/o si gusta, non solo nel senso di si degusta, ma nel più ampio senso di il tè mette in campo le sue mille proprietà pazzesche e cento funzioni simboliche, tutte da apprezzare con tutti e cinque i sensi. Ora, considerando la complessità interpretativa della faccenda, l’idea è stata di iniziare in questo articolo una collezione di piccole scoperte sul tè, le cose che ho capito a suon di errori e figuracce (specialmente con il più paziente e resistente dei miei maestri). I sinologi da qui in poi possono dunque navigare la pagina del Corriere o Xinhua news, non ci sono rivelazioni; i lettori golosi di aneddotica biografica saranno forse più soddisfatti. Inizio con le prime quisquilie e pinzillacchere, magari poi faccio la seconda stagione.

喝茶 | Tazza vuota/tazza piena

Quando vieni accolto da un ospite cinese, sicuramente ti verrà offerta una tazza di tè, 请喝茶吗? Ti va un tè? Scontato dire che la risposta non sta bene sia negativa, ad esempio “no grazie, ho un po’ di acidità di stomaco” è uno schiaffo morale, oltre che un nonsense, perché il tè cinese è cosa risaputissima che fa benissimo (per tutto, anche) per il mal di stomaco (risappilo). Il tè cinese, caldo, naturale, poco concentrato, è un po’ la panacea di tutti i mali, dimentichiamoci il twinings, l’estathe e soprattutto il lipton iced tea, quel prodotto del demonio-ghiaccio. Si scartano subito le risposte incompatibili con uno script conversazionale di buon senso (e dunque resta solo: sì grazie bevo volentieri), la tazza di tè viene riempita. Come si beve il tè non è solo un fatto di etichetta (mia mamma ci rimproverava quando trangugiavamo un bicchierone d’acqua tutto d’un fiato, non sta bene, diceva). Il tè si sorseggia soprattutto per comunicazione: tazza piena-senza-bere-un-sorso = rifiuto; tazza-totalmente-vuota = fine della chiacchierata oppure ne desidero ancora, l’ospite si affretterà a chiedere se faccia piacere un po’ di acqua calda, che significa un refill, che significa che si sta lì volentieri ancora un po’. Quindi il ciclo tazza vuota/tazza piena richiede necessariamente un sorseggio graduale, per evitare di far pensare che si vuole andare via in fretta oppure che non si gradisce la compagnia; quando si arriva in fondo alla bevuta, meglio fare due conti: se sta per scadere il tempo delle chiacchiere, buttare giù l’ultimo sorso significa 那我先走了,cià, mo vado. Se invece è palese che si vada avanti a parlare (ad esempio dopo 10′ il tè finito perché la tazza è piccolina) si fa il secondo giro, il terzo, il quarto. Corollario: bevi responsabilmente, la tua vescica conosce meglio di te le note proprietà (diuretiche) del tè cinese.

vuoi una tazza di tè?
Da nannuoshan.org

茶叶 | Tazza con foglie

Facciamo un passo indietro: sì grazie, bevo volentieri, rispondi al tuo ospite accomodandoti tra mille cortesi 请坐, 请坐 qǐng zuò, qǐng zuò, siediti, accomodati, fai come se fossi a casa tua. La tazza viene riempita, fermo immagine. Dove sta la bustina, il filtro? Cosa nuota là sul fondo? Sorpresa, il tè cinese si serve con le foglie (quantomeno a casa). La questione è molto tecnica, ma in linea generale se il tè è fatto bene (temperatura dell’acqua, numero di risciacqui di stoviglie e foglie, qualità delle foglie, varie ed eventuali che conoscono gli esperti di tè cinese) le foglie stanno buone buone sul fondo e filtrare l’acqua calda con le labbra non sarà difficile. Tuttavia, può succedere di trovarsi in bocca un pezzetto di foglia e scatta il dilemma: sputo o mando giù? La risposta giusta non la so, si accettano consigli. Comunque con la pratica si impara a schivare le fogliette che restano sul bordo e in ogni caso nei contesti formali o cerimoniali viene servito già filtrato, ci sono le teiere apposta. A me piacciono le sfide, perciò ormai anche a casa mi faccio il tè cinese con le foglie sul fondo e non mi fanno più impressione.

Da baidu.com

好处 | Vantaggi del tè

Il tè cinese fa bene alla salute. Si utilizzava nella medicina tradizionale per le sue proprietà curative e se, come la sottoscritta, avete pregresse esperienze poco felici con il tè europeo (mal di stomaco, mal di pancia, bocca amara, palpitazioni e vi risparmio il resto della cartella clinica) posso ben dire che il tè cinese è una bevanda tutta diversa. Il tè cinese sta agli altri tè come l’espresso napoletano sta alle sbrodeghe malsane che ti rifilano in posti lontani, far away from home. Il problema principale in Italia è come fare ad avere una buona, autentica esperienza del tè cinese. La regola aurea dice, se costa poco lascia perdere; te lo berresti un Amarone da due spicci in quel di Tonga? In assenza di voli per la Cina, ho uno splendido ricordo del tè di Aspirin, a Milano (da verificare le aperture in tempi pandemici).

Per parlare (in cinese) di tè (cinese) è cosa buona e giusta utilizzare un copione ben fatto, un canovaccio di argomentazioni, creare una conversazione da zero è rischioso. Una cosa che ho imparato studiando le lingue è che in ogni linguacultura certe cose hanno un senso ed altre proprio no, la letteralità della traduzione trae in inganno. Un esempio? Dire “ci vediamo dopo” ad un parlante una linguacultura dalla cronemica veloce (un norvegese) scatenerà una domanda, dopo quando? poiché ci si aspetta la schedulazione di un orario; dire “ci vediamo alle quattro” ad un parlante una linguacultura dalla cronemica lenta (un senegalese) significa che se vi vedete alle cinque o alle sei più o meno fa lo stesso, ci sta. Analogamente, se si parla con un sinofono di tè (sottointeso, tè cinese) meglio non inventare, utilizziamo argomenti logici e condivisibili. Ad esempio, il tè ha molti vantaggi per la salute, ravviva lo spirito (sveglia), fa digerire, toglie l’alitosi, 喝茶对身体有很多好处、比如:提神、助消化、解酒、去口臭 。Ho capito questo, dopo penose, frustranti e talvolta costose ore di 口语 lingua parlata (o conversazione, come dicono gli anglofoni): sempre meglio una ovvietà corretta e ben detta che una stravaganza tanto sentita ma di dubbia interpretabilità. Ben vengano le foglie di tè rimedio naturale contro l’alitosi!

Il tè verde è buono qui, è buono qui (cit.)
tea1.com.tw

Cover photo by Sergey Norkov

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