[前途] Prospettive letterarie cinesi

Incontri sulla Cina alla Libreria Tempo ritrovato di Milano.

3 incontri in libreria, 3 libri a sera, 3 partner: tanta carne al fuoco per parlare di Cina e di letteratura.

Luogo: libreria del tempo ritrovato, un piccolo negozio sul Corso Garibaldi che vende edizioni belle e per nulla mainstream. Il nome della libreria è un invito purissimo alla lettura, spassionata e vorace, nonché un richiamo forte per lettori altrettanto appassionati.

Evento: Incontri sulla Cina. Il fiore della sinologia milanese accademica si impegna per tre sere nel mese di febbraio a raccontarci qualcosa di più su un mondo fatto di mondi, vasto, che corre veloce, antico al tempo stesso, il Regno di Mezzo.

Partecipanti: editore ObarraO, che pubblica testi selezionati a tema Oriente (e rapporto con l’Occidente, da cui il nome della casa).

Maurizio Gatto, presente al primo degli incontri, svela un punto di forza della linea editoriale di ObarraO, che ricerca letteratura di autori cinesi che al momento della pubblicazione vivono ancora in Cina. E’ una letteratura diversa da quella degli autori nati in Cina ma che poi pubblicano dal Canada, dove vivono da dieci anni, spiega ai lettori in sala. E nel mio piccolo non posso che annuire, è vero, letteratura diversa, nella stilistica senz’altro.

Partecipa anche l’Istituto Confucio, con docenti di lingua e cultura cinese delle università milanesi: Alessandra Pezza (Università Bicocca), Alessandra Lavagnino e Bettina Mottura (Università Statale).

Ospita la libreria del tempo ritrovato.

Il mondo rovesciato.

E’ una sera freddissima di fine gennaio e prima che alla Cina quale mondo rovesciato penso alla mia personale biografia, che diritta non è mai stata neanche un po’. Non sono a casa sul divano con il te bollente tra le mani, ma su una sedia di legno poco comoda, perché la sete di cultura fa sentire l’arsura più della mancanza d’acqua.

Alessandra Pezza legge alcuni estratti di tre testi della letteratura contemporanea cinese, Mettere radici di Han Dong, Legno sacro di Liu Qingbang e Pensando a mio padre di Yan Lianke: “Il mondo rovesciato fa esplicito riferimento ai tanti mondi che convivono nell’enorme Cina e alla situazione paradossale per cui ognuno di questi mondi (metropoli, villaggi, realtà differenti) possono essere l’uno il contrario, il rovesciamento dell’altro.”

Il fils rouge degli uguali e degli opposti è molto avvincente: si parla di flussi migratori, dalla campagna alla città, per sfuggire a condizioni di disagio, e dalla città alla campagna, per influenze socio politiche. Tre storie di matrice biografica scritte in modo sentito, racconti all’orientale di quotidiana incomunicabilità kafkiana. Storie di incontri e scontri, sovvertimenti.

Han Dong è un giovane istruito di Nanchino. Racconta di una famiglia di città, i Tao, costretta durante la rivoluzione culturale ad abbandonare tutto per spostarsi in campagna, nello sperduto villaggio di Sanyu, al fine di essere rieducata dai contadini.

“La famiglia Tao arriva in campagna e tira fuori i propri oggetti: gli abitanti del villaggio sono stupiti e incuriositi da tutto, comprese le listarelle di carbone, perché in campagna si brucia solo paglia”, spiega Alessandra Pezza.

Ecco i mondi rovesciati cinesi: vite a gambe all’aria, realtà geografiche una l’opposto dell’altra, benché sempre sotto la stessa rossa bandiera.

La reazione al cambiamento (o rovesciamento) però non è mai vittimistica: si può sempre prendere un giro di waltzer della vita come un’opportunità, ce lo insegna anche Yu Hua.

legno sacro

Il secondo rovesciamento della serata ci catapulta in fondo a un pozzo.

Non avevo mai pensato che per cambiare punto di vista potrebbe bastare lo spostarsi da fuori a dentro e da dentro a fuori. Stando in fondo al pozzo si vede il cielo lontano, l’aria è stagnante, una realtà putrida in cui è facile che si verifichino incidenti, ci si abbrutisce; viceversa, da fuori il pozzo si sentono le vertigini a guardar giù, per la paura di cadere. Due padri di famiglia lasciano il villaggio per andare a far qualche soldo come minatore nelle miniere di carbone.

Racconta con entusiasmo Alessandra Pezza: “Legno Sacro è un romanzo crudo, dissacrante, sboccato e ironico, che si legge tutto d’un fiato, perché tiene incollati, con uno strabiliante intreccio.” I protagonisti si ritrovano a vivere sia fuori dal pozzo che in fondo al pozzo: per riuscire ad aumentare i guadagni escogitano un sistema criminale, uccidere altri minatori, mentre durante il giorno simulano normalità.

pensando a mio padre

Infine, “Pensando a mio padre è una raccolta di brevi saggi, scritti da Yan Lianke in occasione dei 25 anni dalla morte del padre, una sorta di catarsi intellettuale per l’autore. Fa provare un forte senso straniamento, per la descrizione della vita contadina, ma anche una voglia di identificazione, per via del tema famigliare (che cosa la mia famiglia mi ha lasciato)”

La famiglia sa resistere a tutte le pressioni disgreganti. Per la Cina, la famiglia è sempre il collante, la forza centripeta che tiene insieme le diverse dimensioni, per quanto rovesciate.

“E sedendomi e scrivendo potrò, ripercorrendo la vita e la morte di mio padre, risvegliarmi alla comprensione del mondo, guardare dritto in faccia ciò che in me c’è di buono e di cattivo, affrontare la vita e la morte di tutte le creature di questa terra, lo splendore e il declino di ogni cosa; potrò guardare il fiume che si secca, le foglie che appassiscono e cadono a terre e, attraverso la mia vita, potrò guardare il dissolversi e il rinascere, il rinascere e il dissolversi di ogni altra vita.” Yan Lianke, Pensando a mio padre.

Prossimi incontri: sempre di mercoledì, ore 19:00 6 febbraio e 13 febbraio.