[饼干] I biscotti della fortuna sono cinesi e non lo sono

Può darsi che abbiano origine giapponese, ma secondo me – e secondo Mr. Wong della Wonton Food che li ha prodotti su vasta scala ed ha tentato di importarli in Cina nel 1992 – sono ormai un prodotto in tutto e per tutto americano.

Comunque la ricetta si trova sul Cucchiaio d’Argento e la fa persino Benedetta Parodi. Quindi sono italiani, giapponesi, americani o cinesi? Potrei rispondere tedeschi, la Germania è un forte produttore per l’Europa. Confusione? Chiediamo risposte ai diretti interessati.

What 什么 – I biscotti della fortuna sono dei pavesini chiusi a tortellino con dentro un biglietto. Sono stati inventati prima dei Baci Perugina (ho controllato le date!), prima dei meme di Facebook e prima di Wikiquote, ma il concetto è il medesimo, far scovare pillole di saggezza, reale o simulata, non ha importanza.

Per incrementare fortuna e felicità non c’è niente di meglio di una risposta, una predizione, un consiglio. Nella mia personale esperienza, quando ne pesco uno e poi lo apro resto sempre stupefatta di quanto il motto sia assolutamente pertinente al momento o al mio stato d’animo, insomma ci pigliano di più del Libro delle Risposte.

E non accade solo a me di sperimentare quanto siano stranamente fortunati (spesso azzeccano la frase anche quando li regalo!), sono sicura che concorda anche il rapper Lil Dicky, che nel video di Freaky Friday si ritrova nel corpo di Chris Brown proprio grazie alla magia di un biscotto della fortuna.

When 什么时候 – Risale al 1890 il primo biscotto della fortuna servito negli Stati Uniti. In origine erano una ricetta degli immigrati giapponesi negli USA, che tuttavia durante la seconda guerra mondiale non ebbero più possibilità di produrli. La comunità cinese si occupò quindi di supplire alla mancanza, creando un vero business su larga scala per i ristoranti sino-americani: si sa che in Occidente il pasto non si chiude se non ci si mette un dulcis in fundo.

Why 为什么 – Il perché portino fortuna è chiaro, semplicissima ricetta e di facile conservazione (fortuna per chi produce), divertenti da aprire e far scrocchiare sotto i denti (fortuna per chi consuma). Se in Cina non hanno successo, in America invece sono stati per decenni il perfetto zuccherino di fine pasto.

In Italia, si vedevano in giro nei ristoranti cinesi fino a un decennio fa, ma fin da subito hanno sofferto la concorrenza dei gadget low cost regalati alla cassa e del gelato fritto (spoiler alert: video fantastico) che no, non è una ricetta cinese, bensì un’invenzione per il palato italiano.

Il successo o l’insuccesso di una cucina straniera deriva proprio dalla capacità di adattare le preparazioni e le invenzioni ai gusti e alle abitudini del paese ospite, in pratica dalla capacità di integrarsi.

I ristoratori cinesi in Italia ci sono riusciti perfettamente, osservando che il consumatore italiano si sente ben più felice & fortunato grazie ad un caffè o un limoncello offerto a fine pasto che non con un biscotto della fortuna. E il problema dei dolci? Risolto con i frigoriferi Bindi. Questa soluzione, astutamente pragmatica, ha però comportato un minore mercato del biscotto della fortuna in Italia rispetto al successo che ha in altri paesi ed anche un minor impatto simbolico del prodotto.

Where 在哪儿 – A Milano i biscotti della fortuna si possono comprare in due posti:

HU FOODS Oriental Mall, Via Paolo Sarpi 33.

Involucro rosso, prodotti da Janeco, hanno il messaggio in Italiano, ingredienti scritti in italiano sul retro, 10 biscotti 2 euro, si trovano vicino alle casse.

CHINEAT, Via Paolo Sarpi 15. Involucro dorato, fatti in Germania, messaggio in inglese ed italiano, ingredienti scritti in inglese, 30 cent l’uno.

Se invece si desidera sperimentare la versione fortune cookies homemade, ecco una buona video ricetta in inglese: