[春秋] Primavere e Autunni, il fumetto italiano pubblicato in Cina

Nel 2015 gli autori di Chinamen, il fumetto sulla nascita della comunità cinese a Milano, pubblicano il loro primo graphic novel sul tema: oggi Primavere e Autunni viene pubblicato da una casa editrice di Pechino.

Chinamen – non a caso al plurale – è la storia degli uomini, il macro contesto all’interno del quale si sviluppa “Primavere e Autunni”, la storia di un uomo (ed una donna) che vivono insieme le stagioni di una Milano che cambia.

La vicenda di Ciaj Rocchi e Matteo Demonte, autori di entrambi i fumetti, è una matriosca aperta, una storia fatta di storie: Matteo Demonte è nipote di uno dei primi migranti cinesi a Milano 米兰市的老華僑 Mǐlán shì de lǎo huáqiáo, il signor Wu Li Shan, di cui si vuole raccontare la storia.

Ciaj è la metà del cielo di Matteo, colei che lo sprona – come si legge nella postfazione – a trasformare gli studi sulla Cina, le ricerche sui suoi antenati e qualche bozzetto fatto dopo le lezioni di Kung Fu in una bellissima opera editoriale (in due volumi).

Demonte, si diceva, è nipote di Wu Li Shan, il commerciante cinese di cravatte che sposa Giulia Bazzini, nonna di Matteo e sartina cremonese, la metà del cielo che ha un ruolo determinante nell’avviamento, con il marito, del primo laboratorio di lavorazione del cuoio italo cinese a Milano.

La cornice narrativa è chiara: Milano dagli anni ’30 ai ’70, decennio dopo decennio, autunno dopo primavera.

“La storia di mio nonno è la storia delle origini della comunità cinese di Milano e di storie come la mia ce ne sono tante, talmente tante che questo libro potrebbe diventare simbolo di una memoria condivisa più ampia, quasi una biografia collettiva”

Ed in effetti nel 2017, due anni dopo l’uscita di Primavere e Autunni, Chinamen si propone come seguito collettivo di una memoria individuale, raccontando la storia dei popoli all’interno della quale viene ospitata la storia di Wu Li Shan e Giulia, che è a sua volta la storia di Matteo e Ciaj, la storia che raccontano, illustrano e vivono.

Il fumetto Primavere e Autunni viene pubblicato nel 2018 a Pechino, con pochi pochissimi tagli. Personalmente, l’ho letto dopo il suo seguito Chinamen e devo dire che i due libri si apprezzano entrambi ed in ogni ordine, un po’ come la saga di Star Wars.

1. Rispetto a Chinamen, Primavere e Autunni ha molta più Milano: nei disegni – del Duomo, della Stazione Centrale, delle abitazioni – e negli accadimenti pubblici e commerciali, come la costruzione della Torre Velasca, l’inaugurazione della Rinascente, la produzione delle prime Fiat Giardinetta 500. Ci sono i cinesi che parlano dialetto milanese e sarei molto curiosa di sapere come verrà adattato in mandarino il detto meneghino “fà e desfà l’è tutt un laurà” (fare e disfare è tutto lavorare)

2. Storie di persone, storie di nomi. Attraverso le vignette dedicate ai parenti di Matteo, si capisce un po’ meglio questo mistero dei cinesi con il doppio nome, uno cinese ed uno italiano.

3. L’integrazione non passa solo per le grandi imprese, le leggi ed i popoli (la macro storia di Chinamen) ma anche attraverso la collaborazione spontanea e sincera delle persone, attraverso le famiglie, attraverso l’amore.

4. Cibo, cucina, 都很好吃! Dōu hěn hào chī! Il valore simbolico della tavola è altissimo, funge da collante tra le persone nel privato e da sutura per le relazioni sociali nel pubblico.